piante officinali canapa inserita

Una notizia attesa da mesi in tutto il mondo economico della Canapa: Il Ministero dell’Agricoltura con D.M. del 27 luglio 2020 pubblicato in Gazzetta il 19 agosto, ha inserito la canapa sativa tra le piante officinali. Il Decreto stabilisce i prezzi massimi per la determinazione dei valori assicurabili al mercato agevolato e per l’adesione ai fondi di mutualizzazione 2020.

Quindi adesso la canapa può essere coltivata, sempre con la percentuale di THC sotto lo 0,2%, e canapa pianta officinale trasformata per cosmetici, bioplastiche, semilavorati, bioedilizia e florovivaismo come previsto dall’art. 2 della L. n 242/2016 oppure utilizzata come pianta officinale.

“Il risultato dell’attività di coltivazione o di raccolta delle singole specie di piante officinali può essere impiegato direttamente, oppure essere sottoposto a operazioni di prima trasformazione indispensabili alle esigenze produttive, consistenti nelle attività di lavaggio, defoliazione, cernita, assortimento, mondatura, essiccazione, taglio e selezione, polverizzazione delle erbe secche e ottenimento di olii essenziali da piante fresche direttamente in azienda agricola, nel caso in cui quest’ultima attività necessiti di essere effettuata con piante e parti di piante fresche appena raccolte. È altresì inclusa nella fase di prima trasformazione indispensabile alle esigenze produttive qualsiasi attività volta a stabilizzare e conservare il prodotto destinato alle fasi successive della filiera”

La coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali, sono considerate attività agricole, ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile, Pertanto risulterebbe consentita non solo la coltivazione, ma anche la prima lavorazione delle infiorescenze, quale attività di tipo agricolo.

In pratica l’azienda agricola può coltivare ed eseguire in azienda (o conferire a terzi) le prime lavorazioni sopra menzionate sulle infiorescenze di canapa destinate ad uso estrattivo.

Si tratta di una normazione importantissima per tutta la filiera della Canapa che negli ultimi anni è stata limitata da ingiustificati pregiudizi ed interpretazioni normative obsolete che ancora non si erano conformate al diritto vivente e alle rinnovate esigenze della società moderna.

Esultano le associazioni di categoria, che raccolgono le istanze dei coltivatori agricoli diretti i quali, finalmente, potranno operare in tutta legalità, salvo eventuali ulteriori interpretazioni del Legislatore. Appare evidente come anche in Italia sia iniziato un processo di riabilitazione della pianta della Canapa come elemento vitale del tessuto agricolo italiano.

Purtroppo il Ministero della Salute non si è ancora adeguato a questo cambiamento di paradigma considerando ancora la Canapa al pari di una sostanza dannosa come la vernice (pericolosa anche se inalata come odore), ma si spera che si possa procedere presto anche a una normazione di tutti gli aspetti medicinali della canapa sativa, compresa l’autoproduzione e la legalizzazione della canapa con contenuto di THC superiore a 0,2, una riforma attesa dai cittadini italiani che sono stanchi di vedere questa pianta dalla storia millenaria demonizzata come una droga.